La mia casa è sempre stata piena di gioventù: i miei due figli maschi portavano amici ed amiche, facevano i compiti assieme, organizzavano feste o anche solo semplici serate a parlare e discutere e il ritrovo è sempre stato casa mia.
Poi nacque Silvia.
Piano piano la mia casa non fu più adatta ai ritrovi, per un motivo o per un altro, mi accorsi che i miei due figli maggiori evitavano di portare amici in casa.
Non li ho mai obbligati a fare diversamente, anche perché il loro comportamento con Silvia era comunque molto affettuoso. Io stessa non ero pronta e loro risentivano di questo mio disagio.
Io ero sicura che questa situazione sarebbe cambiata ma intanto il tempo passava, i miei figli si sono sposati e hanno messo su famiglia, ma Silvia è rimasta la loro cara sorella che si va a trovare spesso ma “visibile” solo in casa.
silvia

La settimana scorsa ho ricevuto una telefonata dai miei nipoti che, ormai maggiorenni, decidono da soli come trascorrere il loro tempo.
Nonna possiamo venirti a trovare con un paio di amici?” “Si”, poi un po’ incerta ho aggiunto ”Ma c’è Silvia….” e loro da buoni romani: “Ecchè gli fa?
Così la mia casa si è riempita di nuovo di giovani, gli amici dei miei nipoti e Silvia teneva banco in mezzo a loro.
Durante la loro visita a Bologna hanno voluto fare un salto a Casa Zanichelli, dove Silvia sta spesso con altri ragazzi dell’Associazione, e sono rimasti colpiti dall’atmosfera di allegria, risate, che i nostri operatori e collaboratori sanno creare durante gli incontri.
Io ho pensato che i tempi sono cambiati, i miei nipoti risentono di una diversa cultura, frutto del lavoro di noi associazioni, una cultura per la quale il mondo non si divide più in “normali” e “handicappati” ma ciascuno ha il suo posto nel mondo, con il suo modo di essere, con i capelli biondi o scuri, le sue caratteristiche, ma tutti con il diritto di vivere insieme nella società.

Pia Burbassi