rapporto
In questi giorni sto vivendo il dramma di Daniele, giovane autistico che a metà giugno si è perso durante una gita a Roma per assistere all’udienza del Santo Padre. Non voglio e non posso entrare in questo terribile fatto di cronaca, non avendo altra informazione se non quella ricevuta dai media e spero con tutte le mie forze che venga ritrovato al più presto e che non gli sia stato fatto alcun male.

Ma non posso esimermi dal fare una considerazione.

Leggo che la comitiva era composta da 14 giovani con disabilità e 3 educatori! Non dico altro, 3 educatori per 14 ragazzi a divincolarsi tra la folla dei pendolari e dei turisti del mattino nella metropolitana di Roma ai quali si aggiungevano i convenuti per l’udienza dal Santo Padre. Quando si decidono mete così importanti, la prima cosa cui pensare è la sicurezza: sappiamo bene come sia difficile trovare risorse, ma se queste non sono sufficienti, meglio cambiare i propri programmi.

In Aliante le nostre comitive in genere hanno un rapporto ragazzi-educatori 1:1 . A volte può succedere che dopo attente valutazioni decidiamo un operatore in meno perché la iniziativa sia meno dispendiosa. Quando succede ciò siamo presi da 1000 scrupoli, e ripensamenti e l’unico sollievo è che se la cosa viene accettata da nostri educatori, significa che la loro professionalità ci garantisce sia la sicurezza dei ragazzi che la qualità dell’intervento educativo.

Che differenza!

Liana